Crescono le Aspettative di Occupazione in Europa

Tra agosto 2020 e maggio 2021 l’indice delle aspettative occupazionali a tre mesi  nei paesi europei è cresciuto in media di 14,53.

 

Ranking dei paesi per aspettative occupazionali. L’Eurostat calcola l’indicatore delle aspettative di occupazione nei prossimi tre mesi. Al primo posto vi è la Slovenia con un ammontare pari a 116,7 unità, seguita dall’Austria con un ammontare pari a 115,00 unità e dall’Albania con un ammontare pari a 114,8 unità. A metà classifica vi sono il Portogallo con un ammontare pari a 110,2 unità, seguito dall’Olanda con un valore pari a 110,00 unità e dalla Slovacchia con un ammontare pari a 109,8 unità. Chiudono la classifica repubblica Ceca con un ammontare pari a 98,3 unità, Montenegro con un valore pari a 96,7 unità, e Turchia con un valore pari a 94,5 unità.

Slovenia. Il valore dell’andamento delle aspettative di occupazione in Slovenia è diminuito tra un ammontare di 99,60 unità nell’agosto 2020 fino ad un valore pari a 98,70 unità del settembre 2020 ovvero una variazione pari a -0,90 unità. Tra settembre 2020 e ottobre 2020 il valore delle aspettative di occupazione in Slovenia è cresciuto da un ammontare pari a 98,70 fino ad un valore pari a 100,20 unità ovvero pari ad un valore di 1,50 unità in senso assoluto ovvero pari ad un valore di 1,52 in valore percentuale. Nel passaggio tra ottobre 2020 e novembre 2020 il valore delle aspettative di occupazione è rimasto costante a 0,00 unità. Tra novembre 2020 e dicembre 2020 il valore delle aspettative economiche in Slovenia è cresciuto da un ammontare pari a 100,20 unità fino ad un valore di 101,90 unità ovvero pari ad una variazione di 1,70 unità in valore assoluto e percentuale. Tra dicembre 2020 e gennaio 2021 il valore delle aspettative di occupazione nei prossimi 3 mesi in Slovenia è diminuito da un ammontare pari a 101,90 unità fino ad un valore pari a 100,20 unità ovvero pari a -1,70 unità in valore assoluto ovvero pari a -1,67%. Nel passaggio tra gennaio 2021 e febbraio 2021 il valore delle aspettative di occupazione nei prossimi 3 mesi è passato da un valore pari a 100,20 unità fino ad un valore pari a 101,60 unità ovvero pari ad un ammontare pari a1,40 unità in valore assoluto e percentuale. Tra il febbraio 2021 ed il marzo 2021 il valore delle aspettative di occupazione a 3 mesi in Slovenia è cresciuto da un ammontare pari a 101,60 unità fino ad un valore pari a 106,40 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di 4,80 unità in valore assoluto pari al 4,72%. Tra il marzo 2021 ed aprile 2021 il valore delle aspettative di occupazione nei prossimi 3 mesi è cresciuto da un ammontare pari a 106,40 unità fino ad un valore pari a 112,00 unità ovvero pari ad una variazione di 5,60 unità pari a 5,26%. Nel passaggio tra aprile 2021 e maggio 2021 il valore delle aspettative di occupazione nei primi 3 mesi in Slovenia è cresciuto da un ammontare pari a 112,00 unità fino a 116,70 unità ovvero pari ad un valore di 4,70 unità ovvero pari 4,20%.

Variazione dell’indice delle aspettative di occupazione a tre mesi nei paesi europei. Se si prende in considerazione l’intero periodo tra agosto 2020 e maggio 2021 è possibile verificare che in media tale valore è cresciuto di un ammontare pari a 14,53 unità. Nel ranking delle nazioni europee al primo posto vi è l’Austria con una variazione periodale pari a 28,4 unità, seguita dalla Danimarca con un valore pari a 24 unità e la Svezia con un valore pari a di 23,6 unità. A metà classifica vi sono Bulgaria con un ammontare pari a 15,1 unità, Olanda con un valore di 14,8 unità e la Francia con un ammontare pari a 13,9 unità. Chiudono la classifica Grecia con un valore pari a 5,6 unità, Cipro con un valore pari a 5,1 unità e la Turchia con un ammontare pari a 0,1 unità.

Conclusioni. In sintesi il valore delle aspettative di occupazione nell’economia europea è positivo. Tale clima positivo relativo al lavoro deve essere certo sommato alle aspettative positive nel settore dei servizi, delle costruzioni, e dell’industria. L’economia europea quindi sembra essere, per lo meno nelle aspettative degli imprenditori, dei consumatori e dei lavoratori, orientata verso una crescita economica. La crisi derivante del covid dovrebbe quindi essere facilmente superata a seguito delle vaccinazioni, con una crescita degli investimenti produttivi, del reddito prodotto ed in generale dell’occupazione. E’ chiaro quindi che l’economia europea dovrebbe tornare presto, in termini di valore assoluto, ai livelli pre-covid. Tuttavia, vi è un elemento che potrebbe ridurre l’orientamento dell’economia europea verso la crescita economica ovvero l’inflazione. La crescita dell’inflazione, che è presente nella crescita del livello dei prezzi, dovrebbe essere manifesta in tutto il mondo occidentale come conseguenza della spesa pubblica in funzione anti-covid. Occorre considerare per esempio, che il piano Biden ha immesso nell’economia USA circa 4 trilioni di dollari equivalente circa a 2 volte il PIL italiano. Certamente tale immissione di denaro, alla quale bisogna sommare anche i piani dell’Europa, potrebbe comportare un’impennata dei prezzi. Tale crescita dei prezzi, che dovrebbe favorire il debitore pubblico, potrebbe in ogni caso avere un impatto negativo in termini di valore assoluto del reddito dei lavoratori. Infatti, com’è noto il livello di inflazione crescente, a parità di reddito nominale dei lavoratori, riduce il potere di acquisto e genera sostanzialmente un impoverimento degli occupati. Pertanto, l’economia europea, così come quella anche USA e UK, sembra essere orientata ad una fase dove gli elementi finanziari saranno meno rilevanti ed invece diventeranno più significativi gli aspetti dell’economia reale. Un’economia reale che paradossalmente nel suo riattivarsi viene ad essere ridimensionata da una inflazione crescente che potrebbe alleggerire le posizioni debitorie eppure fare diminuire il valore reale del reddito dei lavoratori.

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