I Lavoratori Dipendenti in Italia

Tra gennaio 2020 e marzo 2021 persi circa 334 mila posti di lavoro permanenti e circa 272 mila posti di lavoro a termine

 

I lavoratori dipendenti. Il numero dei lavoratori dipendenti è calcolato dall’Istat mensilmente. A partire dal gennaio 2020 il numero di lavoratori dipendenti è stato pari ad un ammontare di 17.958 mila unità. Nel passaggio tra il gennaio 2020 ed il febbraio 2020 il valore del numero dei dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.958 mila unità fino ad un valore pari a 17.903 mila unità ovvero pari ad una variazione di -55 mila unità pari ad un valore di -0,30%.- Nel passaggio tra il febbraio 2020 ed  il marzo 2020 il valore del numero dei dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.903 mila unità fino ad un valore pari a 17.706 mila unità ovvero pari ad un valore di -197 mila unità pari ad una variazione di -1,10%. Nel passaggio tra il marzo 2020 e l’aprile 2020 il valore del numero dei dipendenti è passato da un ammontare di 17.706 mila unità fino ad un valore pari a 17.493 mila unità ovvero pari ad una variazione di -197 mila unità pari ad un valore di -1,10%. Nel passaggio tra aprile 2020 ed il maggio 2020 il valore del numero di dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.493 mila unità fino ad un valore pari a 17.495 mila unità ovvero pari ad una variazione di 2 mila unità pari ad un ammontare di 0,01%. Nel passaggio tra maggio 2020 ed il giugno 2020 il valore del numero di dipendenti nell’economia italiana è passato da un ammontare pari a 17.945 mila unità fino ad un valore pari a 17.446 mila unità ovvero pari ad una variazione di -49 mila unità pari ad un ammontare di -0,28%. Nel passaggio tra il giugno 2020 ed il luglio 2020 il valore del numero dei dipendenti nell’economia  italiana è passato da un ammontare pari a 17.446 mila unità fino ad un valore pari a 17.546 mila unità ovvero una crescita pari ad un valore di 100 mila unità pari ad un valore del 0,58%. Nel passaggio tra luglio 2020 ed agosto 2020 il valore del numero dei dipendenti nell’economia italiana è passato da un ammontare pari a 17.546 mila unità fino ad un valore pari a 17.549 mila unità ovvero pari ad una variazione di 3 mila unità pari ad un valore di 0,02%. Nel passaggio tra agosto 2020 ed il settembre 2020 il valore del numero di dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.549 mila unità fino ad un valore pari a 17.521 mila unità ovvero un valore pari a -28 mila unità pari a una variazione di -0,16%. Nel passaggio tra settembre 2020 ed ottobre 2020 il valore del numero dei dipendenti nell’economia italiana è passato da un ammontare pari a 17.521 mila unità fino ad un valore pari a 17.519 mila unità ovvero pari ad una variazione di -2 mila unità pari ad un valore di -0,01%. Nel passaggio tra il dicembre 2020 ed il gennaio 2021 il numero dei lavoratori dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.445 mila unità fino ad un valore di 17.300 mila unità ovvero pari ad una variazione di -145 mila unità pari ad un variazione di -0,83%. Nel passaggio tra il gennaio 2021 ed il febbraio 2021 il valore del numero dei lavoratori dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.300 mila unità fino ad un valore di 17.328 mila unità ovvero pari ad una variazione di 28 mila unità pari ad un valore di 0,16%. Nel passaggio tra il febbraio 2021 ed il marzo 2021 il numero di dipendenti è passato da un ammontare pari a 17.328 mila unità fino ad un valore pari a 17.325 mila unità ovvero pari ad una variazione di 25 mila unità equivalente allo 0,14%. Complessivamente nel periodo considerato sono stati persi circa 605 mila posti di lavoro dipendenti nell’economia italiana.

Posti di lavoro dipendente permanenti e a termine. Il numero dei lavoratori dipendenti viene diviso dall’Istat in due categorie ovvero lavoratori permanenti e lavoratori a termine. A gennaio 2020 il fatto 100 il numero di lavoratori dipendenti l’83,8% erano lavoratori permanenti mentre il 16,2% erano lavoratori a termine. Nel marzo 2021 fatto 100 il numero dei lavoratori permanenti l’84,8% erano lavoratori dipendenti ed il 15,2% lavoratori a termine. Ne deriva ovviamente che il numero dei lavoratori dipendenti è diminuito di meno in valore percentuale rispetto al numero dei lavoratori a termine. Sotto il punto di vista della riduzione in valore assoluto il numero dei lavoratori permanenti è diminuito di circa 334 mila unità nel periodo gennaio 2020-marzo 2021, mentre il numero di lavoratori a termine è diminuito di 272 mila unità nello stesso periodo. Ne deriva ovviamente che sono i lavoratori a termine che hanno pagato di più la crisi nel periodo considerato. Ovvero, sono proprio i lavoratori con meno tutele che hanno visto ridurre le prospettive di reddito e contrattualizzazione. Un elemento che aggrava la dimensione di ineguaglianza della crisi economica. Nelle crisi infatti sono i più deboli che pagano economicamente. Laddove i lavoratori significativamente contrattualizzato hanno subito meno perdite in termini percentuali, i lavoratori invece a termine sono stati colpiti assai significativamente. Tale condizione induce alla necessità di rivedere lo schema contrattuale del lavoro flessibile, del lavoro a termine, del lavoro precario per fare in modo che tali lavoratori possano avere una qualche protezione in caso di crisi. Inoltre molto spesso i lavoratori a termine appartengono a categorie deboli che quindi vengono ulteriormente discriminate nell’accesso al lavoro ed al reddito. L’effetto dei lavoratori a termine è prociclico: aumenta significativamente nei periodi di boom economico e viene ridotto significativamente nelle crisi. Tuttavia la crisi non ha comunque risparmiato i lavoratori a termine dei quali circa 334 mila hanno perso il posto di lavoro.

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