Cresce il Prezzo degli Alimentari

Le famiglie italiane perdono l’11% del reddito e hanno anche affrontato una crescita del 6,8% del prezzo degli alimenti tra il marzo 2019 ed il marzo 2021.

 

Valore delle vendite al dettaglio nel settore alimentare. L’Istat calcola il valore del commercio al dettaglio nel settore alimentare con un indice rappresentativo dei prezzi. Il valore dell’indice è pari a 100. Nel 2015. I dati mostrano un significativo aumento del valore dell’indice dei prezzi al consumo dei beni alimentari nel periodo tra il gennaio 2020 ed il marzo 2021. Nel gennaio 2020 il valore dell’indice delle vendite al dettaglio del commercio alimentare è stato pari a 104,9. Nel passaggio tra il gennaio 2020 ed il l febbraio 2020 il valore dell’indice dei consumi alimentari è passato da un ammontare pari a 104,9 fino ad un valore pari a 107,8 unità ovvero pari ad una crescita in valore assoluto pari a 2,9 unità equivalente ad un ammontare del 2,76%. Nel passaggio tra il Marzo 2020 ed l’Aprile 2020 il valore dell’indice del commercio al dettaglio è passato da un valore pari a 108,2 unità fino ad un valore pari a 107,7 unità ovvero una diminuzione pari ad un valore di 0,5 unità in valore assoluto pari ad una variazione di -0,46%. Nel passaggio tra aprile 2020 ed il maggio 2020 il valore dell’indice dei prezzi al commercio nel settore alimentare è passato da un valore pari a 107,7 unità fino ad un valore pari a 106,7 unità ovvero pari ad un valore di -1,0 unità pari ad un valore di -0,93%. Nel passaggio tra il maggio 2020 ed il giugno 2020 il valore del commercio al dettaglio è passato da un valore pari a 106,7 unità fino ad un valore pari ad un valor di 104,8 unità ovvero pari ad una variazione di -1,2 unità pari ad un valore di -1,13%. Nel passaggio tra luglio 2020 ed Agosto 2020 il valore dell’indice delle vendite del commercio al dettaglio è passato da un valore pari a 104,8 unità fino va un valore pari a 106,6 unità ovvero pari ad un valore di 1,8 unità ovvero pari ad una variazione di 1,72%. Nel passaggio tra l’agosto 2020 ed il settembre 2020 il valore dell’indice del valore del commercio al dettaglio nel settore alimentare è passato da un valore pari a 106,6 unità fino ad un valore pari a 106,9 ovvero pari ad un valore di 0,3 unità pari ad un valore di 0,28%. Nel passaggio tra settembre 2020 ed ottobre 2020 il valore dell’indice dei consumi alimentari è passato da un ammontare pari a 106,9 unità fino ad un valore paria 107,7 unità ovvero pari ad un valore di 0,8 unità pari ad un ammontare di 0,75%. Nel passaggio tra l’ottobre 2020 ed il novembre 2020 il valore dell’indice dei beni di consumo alimentari è passato da un ammontare pari a 107,7 unità fino ad un valore di 108,8 unità ovvero pari ad un valore di 1,1 unità ovvero pari ad un valore di 1,02%.  Nel passaggio tra novembre 2020 e gennaio 2020 il valore dell’indice dei consumi alimentari è rimasto pari ad un ammontare di 108,8 unità. Nel passaggio tra il gennaio 2021 ed il febbraio 2021 il valore dell’indice dei consumi alimentari è passato da un ammontare pari a 108,8 unità fino ad un valore pari a 106,2 unità ovvero apri ad una variazione di -2,6 unità pari ad un valore di -2,39%. Nel passaggio tra il febbraio 2021 e marzo 2021 il valore dell’indice dei consumi alimentari è passato da un ammontare pari a 106,2 fino ad un valore pari a 108,2 unità ovvero pari ad una variazione di 2,0 unità pari ad un valore di 1,88%.

 

Conclusione. Complessivamente nel periodo tra il gennaio 2020 ed il marzo 2021 il valore dell’indice dei consumi alimentari è cresciuto di un valore pari a 3,3%. Se consideriamo il valore nel confronto tra marzo 2019, marzo 2020 e marzo 2021 il valore dell’indice dei consumi alimentari è aumentato da un valore pari a 101,3 unità fino ad un valore pari a 108,2 ovvero una variazione pari a circa 6,8%. Questo significa che il prezzo della spesa media di una famiglia italiana è cresciuta di un ammontare pari a 6,8%. Immaginiamo che una famiglia italiana nel marzo 2019 spendeva 100 euro per comprare un certo paniere di beni. Nel marzo 2020 e nel marzo 2021 il valore del medesimo panieri di beni alimentari è aumentato di 6,8 euro ovvero la famiglia invece di spendere 100 euro ha speso 106,8 euro. Considerando che nel periodo considerato il valore del reddito degli italiani si è ridotto, conseguentemente al PIL, di un ammontare pari a circa l’11%, ne deriva che il valore percepito dell’aumento del valore del prezzo dei beni è pari alla somma dell’aumento dell’indicatore, pari a 6,8%, sommato alla perdita del reddito equivalente ad un ammontare dell’11% ne deriva che la perdita complessiva è pari a 17,8%. Ovvero il valore effettivo dell’impatto dell’aumento dei prezzi ha comportato una crescita del valore percepito della spesa rispetto alla riduzione del reddito pari a 17,8%.

 

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