The Innovation Friendly Environment alla ICSET-2021

L’articolo “The Innovation-Friendly Environment” scritto da Alberto Costantiello, Ph.D. e Professor of Economics at LUM-University, Lucio Laureti Professor of Economics at LUM-University e Angelo Leogrande-Ph.D. e Scholar in the Discipline of Economics  at LUM-University, verrà presentato alla ICSET Conference a Singapore il 28 e 29 gennaio 2021.

Di seguito l’abstract dell’articolo intitolato “The Innovation-Friendly Environment in Europe“:

In this article we investigate the determinants of the innovation-friendly environment in Europe in the period 2000-2019. We use data from the European Innovation Scoreboard of the European Commission for 36 countries. Data are analyzed using dynamic panel data at 1 stage, panel data with fixed effects, panel data with random effects, pooled OLS, and WLS. Results shows that the “Innovation-Friendly Environment” is positively associated to “Basic-school entrepreneurial education and training”, “Government procurement of advanced technology products”, “Employment share Manufacturing”, “Finance and support”, “Human resources”.
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La Riduzione dell’Indice del Fatturato dell’Industria Italiana

L’Istat calcola l’indice del fatturato industriale. L’indice è posto uguale a 100 nel 2015. Di seguito vengono ad essere analizzate le variazioni mensile. I dati mostrano una significativa riduzione del fatturato soprattutto in connessione con la prima ondata del Covid nel periodo marzo-aprile 2020 con riduzioni superiori al 20%. Tuttavia nonostante la positiva ripresa manifestata nel corso della seconda metà del 2020, il valore dell’indice della produzione industriale risulta essere significativamente ridotto rispetto all’analogo valore del 2019.

Indici del fatturato dell’industria. Il valore degli indici di fatturato per l’industria nel 2020 ha avuto un valore significativamente negativo rispetto al valore degli indici nel 2019. Nel gennaio 2020 il valore dell’indice generali del fatturato è stato pari a 110,5 unità. Nel passaggio tra il gennaio 2020 ed il febbraio 2020 il valore dell’indice del fatturato delle imprese è passato da un ammontare pari a 110,5 unità fino ad un ammontare pari a 108,1 unità. Il valore dell’indice del fatturato è rimasto abbastanza costante nel confronto tra il valore di febbraio 2020 e febbraio 2019 con una variazione aumentativa nel febbraio 2020 pari a 0,1 unità. Tra febbraio 2020 e marzo 2020 il valore del fatturato dell’industria è passato da un ammontare pari a 108,1 unità fino ad un valore pari a 81 unità ovvero una riduzione pari a -27,1 unità. Nel confronto tra marzo 2020 e marzo 2019 il valore dell’indice del fatturato è diminuito significativamente di un ammontare pari a -27,9. Nel passaggio tra marzo 2020 ed aprile 2020 il valore dell’indice generale del fatturato dell’industria è diminuito da un valore pari a 81 fino ad un valore pari a 57,3 unità ovvero una variazione pari a -23,7 unità. Nel febbraio 2019 il valore dell’indice del fatturato dell’industria è stato pari ad un ammontare di 108,2 unità ed è diminuito nel febbraio 2020 ad un valore pari a 57,3 unità ovvero una variazione pari a -50,9 unità. Nel passaggio tra aprile 2020 e maggio 2020 il valore dell’indice del fatturato dell’industria è passato da un valore pari a 57,3 unità fino ad un valore pari a 81,8 unità ovvero una crescita pari ad un valore di 24,5 unità. Nel passaggio tra maggio 2020 e maggio 2019 il valore dell’indice del fatturato è passato da un ammontare pari a 110,1 unità fino ad un valore pari a 81,8 unità ovvero una variazione pari a -28,3 unità. Nel passaggio tra maggio 2020 e giugno 2020 il valore dell’indice generale del fatturato dell’industria è passato da un valore pari a 81,8 unità fino ad un valore pari a 93,1 unità ovvero pari ad una variazione di 11,3 unità. Nel passaggio tra il giugno 2019 ed il giugno 2020 il valore dell’indice generale del fatturato passato da un valore pari a 110,2 unità fino ad un valore pari a 93,1 unità ovvero pari ad una variazione di -17,1 unità. Tra giugno 2020 e luglio 2020 il valore dell’indice generale del fatturato è passato da un ammontare pari a 93,1 unità fino ad un valore pari a 100,9 unità ovvero pari ad una variazione di 7,8 unità. Nel passaggio tra il luglio 2019 ed il luglio 2020 il valore dell’indice del fatturato è passato da un valore pari a 109,1 unità fino ad un valore pari a 100,9 unità ovvero pari ad una variazione di -8,2 unità. Nel passaggio tra luglio 2020 e agosto 2020 il valore dell’indice generale del fatturato dell’industria è previsto in crescita da un ammontare pari a 100,9 unità fino ad un valore pari a 106,3 unità ovvero pari ad una variazione di 5,4 unità. Nel passaggio tra agosto 2019 e agosto 2020 il valore dell’indice del fatturato è passato da un ammontare pari a 108,1 unità fino ad un valore pari a 106,3 unità ovvero pari ad una variazione di -1,8 unità. Tra agosto 2020 e settembre 2020 il valore dell’indice del fatturato è diminuito da un valore pari a 106,3 unità fino ad un valore pari a 13,2 unità ovvero pari ad una variazione di -3,1 unità. Nel passaggio tra il settembre 2019 ed il settembre 2020 il valore dell’indice del fatturato è passato da un ammontare pari a 108,1 unità fino ad un valore pari a 103,2 unità ovvero una variazione pari a -4,9 unità. Nel passaggio tra settembre 2020 e ottobre 2020 il valore dell’indice del fatturato è passato da un ammontare pari a 103,2 unità fino ad un valore pari a 105,5 unità ovvero pari ad una variazione di 2,3 unità. Nel passaggio tra ottobre 2019 e ottobre 2020 il valore dell’indice del fatturato industriale è diminuito da un ammontare pari a 107,8 unità fino ad un valore pari a 105,5 unità ovvero pari ad una variazione di -2,3 unità. Complessivamente il valore medio dell’indice per il periodo gennaio-ottobre 2020 è stato pari ad un ammontare di 94,77 unità mentre l’analogo valore calcolato con riferimento al 2019 è stato pari ad un valore di 108,56 unità. Pertanto mediamente al mese nel confronto tra il 2019 ed il 2020 il valore dell’indice del consumo è diminuito del 13,79 unità.

Conclusioni. In sintesi, il valore dell’indice generale del fatturato dell’industria italiana è diminuito significativamente nel 2020 rispetto al 2019. Il Covid ha modificato la struttura degli ordinativi delle imprese riducendo la possibilità delle imprese di fatturato ed incrementare la capacità di produzione di reddito. Tali effetti, anche se sono concentrato soprattutto in 2 mensilità ovvero marzo ed aprile, manifestano in realtà degli andamenti di medio-periodo, in quanto la produttività delle imprese presenta delle rigidità che potrebbero ritardare significativamente la ripresa economica. Inoltre, occorre considerare sempre il dualismo del sistema economico italiano. Infatti, è molto probabile che le imprese del Nord Italia riescano ad aumentare velocemente il valore del fatturato anche grazie alle connessioni internazionali con le nazioni confinanti ovvero Austria, Germania, Svizzera, Francia soprattutto. Il meridione invece potrebbe accusare molto più a lungo gli effetti avversi della crisi economico-finanziaria.

La crescita del prezzo dei prodotti alimentari

L’indice generale dei prezzi al consumo è diminuito durante il 2020 di 0,5 unità, mentre l’indice dei prezzi al consumo dei prodotti alimentari è cresciuto di circa 0,6 unità.

 

L’Istat calcola l’indice dei prezzi al consumo. I dati sono numeri indici posti uguali a 100 nel 2015. I dati mostrano una riduzione dell’indice generale dei prezzi durante il 2020. Tuttavia, il prezzo dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche è cresciuto nel 2020. L’indice dei prezzi al consumo è una misura che approssima l’inflazione.

Indice dei prezzi al consumo. L’indice dei prezzi la consumo è diminuito tra il gennaio 2020 ed il novembre 2020. Nel gennaio 2020 il valore dell’indice dei prezzi al consumo è stato pari ad un valore di 102,9. Successivamente tra il gennaio 2020 ed il febbraio 2020 il valore dell’indice dei prezzi al consumo è passato da un ammontare pari a 102,9 fino ad un valore pari a 102,8 unità ovvero pari ad una variazione di -0,1. Il valore dell’indice dei prezzi al consumo tra febbraio e marzo è passato da un ammontare pari a 102,8 unità fino ad un valore di 102,9 unità ovvero una variazione pari ad un valore di +0,1. Il valore dell’indice dei prezzi al consumo tra marzo 2020 e aprile 2020 è passato da un valore pari a 102,9 fino ad un valore pari a 103,0 ovvero pari ad un valore di 0,1. Il valore dell’indice generale dei prezzi al consumo è diminuito da un ammontare pari a 103 unità fino ad un valore pari a 102,8 unità ovvero una variazione pari a -0,2 unità nel periodo tra aprile 2020 e maggio 2020. Il valore dell’indice dei prezzi al consumo è passato da un valore pari a 102,8 unità fino ad un valore pari a 102,9 unità ovvero pari ad una variazione di +0,1 unità nel periodo tra maggio 2020 e giugno 2020. Nel passaggio tra il luglio 2020 e agosto 2020 il valore dell’indice dei prezzi è passato da un valore pari a 102,7 unità fino ad un valore pari a 103,00 unità ovvero pari ad una variazione di 0,3 unità. Nel passaggio tra agosto 2020 e settembre 2020 il valore dell’indice nazionale del consumo è passato da un valore pari a 103,00 unità fino ad un valore pari a 102,3 unità ovvero pari ad un valore di -0,7 unità. Nel passaggio tra il settembre 2020 e l’ottobre 2020 il valore dell’indice dei prezzi al consumo è diminuito da un valore pari a 102,3 fino ad un valore pari a 102,5 unità ovvero pari ad una variazione di 0,2 unità. Nel passaggio tra ottobre e novembre 2020 il valore dell’indice dei prezzi al consumo è diminuito da un valore pari a 102,5 unità fino ad un valore pari a 102,4 unità ovvero una variazione pari a -0,1 unità. Sostanzialmente il valore dell’indice dei prezzi al consumo è una misura dell’inflazione. L’elemento significativo è che non solo l’inflazione è diminuita di 0,5 tra gennaio e novembre 2020 quanto soprattutto, l’indice dei prezzi al consumo è diminuito rispetto all’esercizio precedente.

L’indice dei prezzi al consumo per i prodotti alimentari e bevande analcoliche. Il valore dell’indice dei prezzi al consumo per i prodotti alimentare e bevande analcoliche è cresciuto nel periodo tra gennaio 2020 e novembre 2020. A gennaio 2020 il valore dell’indice dei prezzi al consumo per i prodotti alimentari è stato pari ad un valore a 105 unità ed è successivamente cresciuto fino ad un valore di 105,1 nel febbraio del medesimo esercizio con una variazione pari a 0,1 unità. Nel passaggio tra febbraio e marzo 2020 il valore dell’indice dei prodotti alimentari e bevande analcoliche è passato da un valore pari a 105,1 unità fino ad un valore pari a 105,3 unità ovvero pari ad un valore di 0,2 unità. Nel passaggio tra marzo ed aprile 2020 il valore dell’indice dei prezzi al consumo per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche è cresciuto da 105,3 unità fino ad un valore pari a 106,7 unità ovvero pari ad una variazione di 1,4 unità. Il valore dell’indice dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche è cresciuto da aprile a maggio 2020 da un valore pari a 106,7 unità fino ad un valore pari a 107,3 unità ovvero pari ad una variazione di 0,6 unità. Nel passaggio tra maggio e giugno 2020 il valore dell’indice dei prodotti alimentati e bevande analcoliche è diminuito da un valore pari a 107,3 unità fino ad un valore pari a 106,7 unità ovvero pari a -0,6 unità. Nel passaggio tra giugno 2020 e luglio 2020 il valore dell’indice del consumo dei prodotti alimentari e bevande analcoliche è passato da un valore pari a 106,7 unità fino ad un valore pari a 105,4 unità ovvero pari ad un valore pari a -1,3 unità. Nel passaggio tra luglio e agosto 2020 il valore dell’indice del consumo dei prodotti alimentari è passato da un valore pari a 105,4 unità fino ad un valore pari a 105,1 unità ovvero una variazione pari a -0,3 unità. Nel passaggio tra agosto 2020 e settembre 2020 il valore dell’indice dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche è passato da  un valore pari a 105,1 unità fino ad un valore pari a 104,8 unità ovvero pari ad una variazione di -0,3 unità. Il valore dell’indice dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche è cresciuto da settembre 2020 a ottobre 2020 da un valore pari a 104,8 unità fino ad un valore pari a 105,1 unità pari a 0,3 unità. Nel passaggio tra ottobre 2020 e novembre 2020 il valore dei prodotti alimentai e bevande analcoliche è cresciuto da un valore di 105,1 unità fino ad un valore pari a 105,6 unità ovvero pari ad una variazione di 0,5 unità. Nel complesso tra gennaio 2020 e novembre 2020 il valore dell’indice al consumo dei prodotti alimentati e bevande analcoliche è cresciuto di un valore pari a 0,6 unità.

Conclusione. In sintesi il valore dell’indice dei prezzi al consumo mostra un andamento sostanzialmente decrescente, anche se il prezzo dei prodotti alimentari è cresciuto. Tale andamento è coerente con le teorie della scienza economica. Infatti in connessione ad un calo della domanda è prevista una riduzione dei prezzi. Al contrario in connessione ad una crescita della domanda è prevista una crescita del prezzo. La popolazione italiana ha ridotto in generale i propri consumi ed ha aumentato i consumi relativi ai prodotti alimentari. Per tale motivazione il valore dell’indice generale dei prezzi è in diminuzione mentre il prezzo dei prodotti alimentari è crescente. Tuttavia non è da escludere la presenza di una qualche tensione speculativa nella crescita dei prodotti alimentari durante la crisi del covid.

La riduzione delle aspettative degli italiani

Tra gennaio 2020 e novembre 2020 il clima personale è diminuito del 3,7 ed il clima corrente è diminuito del -13,3.

 

L’Istat calcola il valore del clima personale e del clima personale relativo alle aspettative dei consumatori. Il clima personale fa riferimento ad un insieme di domande che vengono rivolte al campione di riferimento relativi alla situazione economica della famiglia, alle opportunità attuale e alle possibilità future di risparmio, alle opportunità d’acquisto di beni durevole e al bilancio finanziario della famiglia.

Il clima corrente prende in considerazione le aspettative degli intervistati circa la situazione economica dell’Italia, la situazione economica della famiglia, le opportunità attuali di risparmio, le opportunità di acquisto dei beni durevoli, il bilancio finanziario della famiglia. L’indice è posto uguale a 100 nel 2015. Le variazioni vengono rilevate mensilmente. Nel mese di aprile le rilevazioni sono mancanti.

Clima personale. Il valore del clima personale è diminuito tra il gennaio 2020 ed il novembre 2020. Nel gennaio 2020 il valore del clima di fiducia è stato pari ad un valore di 108,4 unità ed è diminuito da un ammontare di 108,4 fino ad un valore di 107,8 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di -0,6 unità. Nel passaggio tra il febbraio 2020 ed il marzo 2020 il valore del clima personale è passato da un ammontare pari a 107,8 fino ad un valore pari a 102,4 ovvero una variazione pari ad un valore di -5,4 unità. Il valore del clima personale è assente per il mese di aprile. A maggio il valore del clima personale è stato pari ad un valore di 100,9. Nel passaggio tra il maggio 2020 e luglio 2020 il valore del clima personale è passato da un valore pari a 100,9 fino ad un valore pari a 104,5 unità pari ad un valore di 3,6 unità. Nel passaggio tra il giugno 2020 ed il luglio 2020 il valore del clima personale è passato da un ammontare pari a 104,5 fino ad un ammontare pari a 105,2 unità ovvero pari ad una variazione di 0,7 unità. Nel passaggio tra Luglio ed Agosto 2020 il valore del clima personale è passato da un ammontare di 105,2 fino ad un valore pari a 104,5 unità ovvero pari ad un valore di -0,3 unità. Nel passaggio tra il Luglio 2020 e agosto 2020 il valore dell’indice del clima personale è passato da un ammontare pari a 104,9 fino ad un valore pari a 107,1 unità ovvero pari ad un valore di 2,2 unità. Nel passaggio tra agosto 2020 e settembre 2020 il valore dell’indice del clima personale è passato da un ammontare pari a 104,9 fino ad un valore pari a 107,1 unità ovvero pari ad una variazione di 2,2 unità. Nel passaggio tra settembre 2020 e ottobre 2020 il valore del clima personale è passato da un ammontare pari a 107,1 fino ad un valore pari a 106,4 ovvero una variazione pari a -0,7 unità. Nel passaggio tra ottobre 2020 e novembre 2020 il valore dell’indice del clima personale è passato da un ammontare pari a 106,4 fino ad un valore pari a 104,7 unità ovvero pari ad un valore di -1,7 unità. Il valore della variazione assoluta del clima personale è pari ad un ammontare di -3,7 unità mentre il valore della variazione mensile è pari ad un ammontare di -0,275.

Clima corrente. Il valore del clima corrente è passato da un ammontare pari a 110,7 unità fino ad un valore pari a 110,6 unità nel periodo tra il gennaio 2020 ed il febbraio 2020 con un valore pari a -0,1 unità. Tra il febbraio ed il marzo 2020 il valore del clima corrente è passato da un valore pari a 110,5 unità fino ad un valore pari a 104,8 unità ovvero pari ad un valore di -5,8 unità. Ad aprile il valore del clima corrente non è stato rilevato dall’Istat. A maggio 2020 il valore del clima corrente è stato pari ad un valore di 95 unità. Nel passaggio tra il maggio ed il giugno 2020 il valore dell’indice è passato da un ammontare pari a 95 unità fino ad un valore pari a 96,4 unità ovvero pari ad un valore di 1,4 unità. Il valore del clima corrente è passato da un ammontare di 96,4 unità fino  ad un valore di 97,3 unità ovvero pari ad un ammontare di 0,9 unità tra giugno e luglio 2020. Il valore del clima corrente è passato da un ammontare di 97,3 unità fino ad un ammontare di 98,1 unità ovvero un ammontare pari a 0,8 unità tra il luglio 2020 e l’agosto 2020. Il valore del clima corrente è passato da un ammontare pari a 98,1 unità fino ad un valore di 100,2 unità tra agosto e settembre 2020 con una variazione di 2,1 unità. Nel passaggio tra settembre 2020 ed ottobre 2020 il valore dell’indice che misura la fiducia nel clima corrente è passato da un ammontare pari a 100,2 unità fino ad un valore pari a 99,9 unità ovvero pari ad un valore di -0,3 unità. Nel passaggio tra ottobre 2020 ed il novembre 2020 il valore del clima corrente è passato da un ammontare pari a 99,9 unità fino ad un valore pari a 97,4 unità ovvero pari ad una variazione di -2,5 unità. Il valore della variazione complessiva tra gennaio 2020 e novembre 2020 è stato pari ad un ammontare di -13,3 unità, mentre il valore della variazione media mensile è stato pari ad un ammontare di -0,43.

Conclusioni. Gli indicatori mostrano un peggioramento degli indicatori relativi alla fiducia dei consumatori sia con riferimento alla situazione personale sia con riferimento alla situazione corrente. Chiaramente tale riduzione delle aspettative degli italiani sono connesse con la questione pandemica del COVID-19. L’introduzione del vaccino può essere in grado di ripristinare le aspettative positive della popolazione relativamente ai consumi.

La riduzione della fiducia dei consumatori

 

Il clima di fiducia dei consumatori nel 2020 è diminuito di -13,1 unità, le aspettative circa il clima economico dei consumatori sono diminuite di un ammontare pari a -43,6 unità.

L’Istat calcola il clima di fiducia dei consumatori ed anche le aspettative circa il clima economico dei consumatori. Tali indicatori sono calcolati con i numeri indici. I numeri indici sono posti uguali a 100 nel 2015. I dati mostrano una significativa riduzione in connessione alla manifestazione della pandemia. Inoltre, le rilevazioni per il mese di aprile sono assenti. I consumatori hanno perso fiducia nell’economia italiana in modo significativo a seguito della diffusione del Covid 19.

Clima di fiducia dei consumatori. Il clima di fiducia dei consumatori è diminuito tra gennaio e novembre 2020. L’indicatore è posto uguale a 100 nel 2015. A gennaio 2020 il clima di fiducia dei consumatori è stato pari ad un valore di 111,2. Il valore del clima di fiducia dei consumatori è passato da un valore pari a 111,2 fino ad un valore di 110,7 unità ovvero pari ad un ammontare di -0,5. Tra il febbraio 2020 ed il marzo 2020 il valore del clima di fiducia dei consumatori è passato da un ammontare pari a 110,7 fino ad un ammontare pari a 100,3 unità ovvero pari ad una variazione di -10,4 unità. Il dato per aprile è mancante nel database dell’Istat. Il valore del clima di fiducia dei consumatori a maggio è stato pari ad un valore di 94,8. Nel passaggio tra il maggio 2020 ed il giugno 2020 il valore del clima di fiducia dei consumatori è passato da un ammontare pari a 94,8 unità fino ad un valore pari a 100,8 unità ovvero pari ad un valore di 6 unità. Il valore del clima di fiducia dei consumatori tra giugno e luglio 2020 è passato da un valore pari a 100,8 fino ad un valore pari a 101,8 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di -0,7 unità. Il valore del clima di fiducia dei consumatori italiani tra luglio ed agosto 2020 è passato da un ammontare pari a 100,1 unità fino ad un valore pari a 100,8 unità ovvero pari ad una variazione di 0,7 unità. Il valore del clima di fiducia dei consumatori è passato da un ammontare di 100,8 unità fino ad un valore di 103,1 unità ovvero pari ad un valore di 2,3 unità. Il valore del clima dei fiducia dei consumatori è passato da un valore pari a 103,1 unità fino ad un valore pari a 101, 7 unità ovvero pari ad una variazione di -1,4 unità. Tra ottobre e novembre il valore dell’indice di fiducia dei consumatori è passato da un valore di 101,7 unità fino ad un valore pari a 98,1 unità ovvero una variazione pari ad un ammontare di -3,6 unità. Complessivamente tra il gennaio 2020 e il novembre 2020 il valore del clima di fiducia dei consumatori è passato da un ammontare di 111,2 unità fino ad un valore pari a 98,1 unità ovvero pari ad un valore di -13,1 unità equivalente ad un ammontare di -0,95 al mese.

Clima economico. L’indice del clima economico a gennaio 2020 è stato pari a 122,9 unità. Tra gennaio 2020 e febbraio 2020 l’indice del clima economico è passato da un valore pari a 122,9 fino ad un valore pari a 121,9 ovvero una variazione pari all’1,00%. Nel passaggio tra il febbraio 2020 e marzo 2020 il valore dell’indice del clima economico è passato da un valore pari a 121,9 unità fino ad un valore pari a 93,6 unità ovvero pari ad una variazione di -28,3 unità. Il valore dell’indice del clima economico ad aprile non è stato rilevato. A maggio 2020 il valore dell’indice del clima economico è stato pari ad un ammontare di 73,2 unità ed è cresciuto fino ad un ammontare di 87,4 unità nel giugno 2020 ovvero una variazione pari a 14,2 unità. Nel passaggio tra giugno e luglio 2020 il valore dell’indice del clima economico è passato da un ammontare pari a 87,4 unità fino ad un valore pari a 85,9 unità ovvero una variazione pari a -1,5 unità. Nel passaggio tra il giugno 2020 ed il luglio 2020 il valore dell’indice del clima economico è passato da un ammontare di 87,4 unità fino ad un valore pari a 85,9 unità ovvero una riduzione pari ad un valore di -1,5 unità. Nel passaggio tra il luglio 2020 e l’agosto 2020 il valore del clima economico è passato da un ammontare pari a 85,9 unità fino ad un valore pari a 89,8 unità ovvero una variazione peri a 3,9 unità. Nel passaggio tra agosto 2020 e settembre 2020 il valore del clima economico è passato da un ammontare di 89,8 unità fino ad un valore pari a 93,9 unità ovvero pari ad una variazione di 3,9 unità. Nel passaggio tra settembre 2020 e ottobre 2020 il valore del clima economico è passato da un valore pari a 93,9 fino ad un valore pari a 87,2 unità ovvero una variazione di -6,7 unità. Nel passaggio tra l’ottobre 2020 ed il novembre 2020 il valore del clima economico è passato da un ammontare pari a 87,2 unità fino ad un valore di 79,3 unità ovvero pari ad una variazione di -7,9 unità. Nel complesso nel 2020 il valore del clima economico è diminuito di -43,6 unità tra il gennaio 2020 ed il novembre 2020 con una variazione mensile pari ad un valore di -2,9% mensile.

Conclusioni. In sintesi, possiamo sottolineare che il clima di fiducia dei consumatori è significativamente diminuito tra il gennaio 2020 ed il novembre 2020 in connessione alla crisi del covid19. Una riduzione che ha certamente segnato il prodotto interno lordo e l’andamento dei consumi. Tuttavia, il vaccino potrebbe fare crescere nuovamente le aspettative relative all’economia e rilanciare i consumi creando le premesse per una crescita della fiducia dei consumatori.

 

 

La riduzione delle vendite negli esercizi commerciali

Tra il IV trimestre del 2018 ed il III trimestre del 2020 sono diminuite le vendite nella grande distribuzione, negli esercizi di piccole dimensioni ed anche le vendite al di fuori dei negozi

L’Istat calcola gli indici delle vendite per categoria di attività commerciale. L’indice è posto pari a 100 nel 2015. Di seguito vengono analizzati gli indici delle vendite nella grande distribuzione, negli esercizi di piccole dimensioni e le vendite al di fuori dei negozi.

Grande distribuzione. Il valore delle vendite nella grande distribuzione è stato pari ad un ammontare di 112,9 nel IV trimestre del 2019. Tra il IV trimestre del 2018 ed il I trimestre del 2019 il valore delle vendite nella grande distribuzione è passato da un ammontare pari a 112,9 fino ad un valore pari a 97,1 ovvero una variazione pari ad una montare di -15,8. Tra il I trimestre del 2019 ed il II trimestre del 2019 il valore della grande distribuzione è passato da un ammontare pari a 97,1 unità fino ad un valore pari a 102,4 unità pari  ad un valore di 5,3 unità. Nel passaggio tra il II trimestre del 2019 ed il III trimestre del 2019 il valore delle vendite nella grande distribuzione è passato da un ammontare di 102,4 fino ad un valore pari a 106,1 unità ovvero pari ad una variazione di 106,1 unità ovvero pari ad una variazione di 3,7 unità. Nel passaggio tra il III trimestre del 2019 ed il IV trimestre del 2019 il valore delle vendite del commercio nella grande distribuzione è passato da un ammontare pari a 106,1 unità fino ad un valore pari a 114,7 unità ovvero pari ad una variazione  di 8,6 unità. Nel passaggio tra il IV trimestre del 2019 ed il I trimestre del 2020 il valore della grande distribuzione è diminuito da un ammontare pari a 114,7 unità fino ad un valore pari a 96,8 unità ovvero pari ad una riduzione di -17,9 unità. Tra il I trimestre del 2020 ed il II trimestre del 2020 il valore della grande distribuzione è diminuito da un valore pari a 96,8 unità fino ad un valore pari a 94,5 unità ovvero pari ad una variazione di -2,3 unità. Tra il II trimestre del 2020 ed il III trimestre del 2020 il valore della grande distribuzione è cresciuto da un ammontare pari a 94,5 unità fino ad un valore pari a 105,3 unità ovvero pari ad una variazione di 105,3 unità. Nel passaggio tra il IV trimestre 2018 ed il I trimestre del 2020 il valore delle vendite nella grande distribuzione è diminuito di un ammontare pari a -7,6 unità ovvero di un valore medio a trimestre pari a -1,1.

Piccole superfici. Il valore delle vendite nei negozi di piccole superfici è diminuito tra il VI trimestre del 2018 fino al III trimestre del 2020.  Nel IV trimestre del 2018 il valore delle vendite nelle piccole superfici è stato pari ad un ammontare pari a 108,8 unità. Nel passaggio tra il IV trimestre del 2018 ed il I trimestre del 2019 il valore delle vendite delle piccole superfici è passato da un ammontare pari a 108,8 unità fino ad un valore pari a 89,4 unità ovvero pari ad un ammontare di -19,4. Nel passaggio tra il I trimestre del 2019 ed il II trimestre del 2019 il valore delle vendite nelle piccole superfici è passato da un ammontare pari a 89,4 unità fino ad un valore pari a 96,9 unità ovvero pari ad una variazione pari a 7,5 unità. Nel passaggio tra il II trimestre del 2019 ed il III trimestre del 2019 il valore dell’indice delle vendite al dettaglio nei negozi di piccole superfici è rimasto costante ad un ammontare di 96,9 unità. Nel passaggio tra il III trimestre ed il IV trimestre il valore dell’indice delle vendite nelle piccole superfici è cresciuto da un ammontare pari ad un valore pari a 96,9 unità fino ad un valore pari a 107,6 unità ovvero pari ad un valore di 10,7 unità. Nel assaggio tra il IV trimestre del 2019 ed il I trimestre del 2020 il valore dell’indice delle vendite negli esercizi di piccole superfici è passato da un ammontare pari a 107,6 unità fino ad un valore pari a 81,5 unità ovvero pari ad una variazione pari a -26,1 unità. Nel passaggio tra il I trimestre del 2019 ed il II trimestre del 2019 il valore dell’indice delle vendite negli esercizi di piccole dimensioni è passato da un ammontare pari a 81,5 fino ad un valore pari a 76,9 unità ovvero pari ad una variazione di -4,6 unità. Nel passaggio tra il II trimestre del 2020 ed il III trimestre del 2020 il valore delle vendite negli esercizi di piccole dimensioni è passato da un ammontare pari a 76,9 unità fino ad un ammontare pari a 92,8 unità ovvero pari ad una variazione di 15,9 unità. Nel complesso tra il IV trimestre del 2018 ed il III trimestre del 2018 il valore delle vendite negli esercizi di piccole dimensioni è diminuito di un ammontare pari a -16,00 ovvero pari ad una variazione media per trimestre pari a -2,3.
Vendite al di fuori dei negozi. Il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è stato pari ad un ammontare pari a 103,4 unità. Nel passaggio tra il IV trimestre del 2018 ed il I trimestre del 2019 il valore delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 103,4 unità fino ad un ammontare pari a 90,00 euro ovvero pari ad una riduzione del 13,4. Nel passaggio tra il I trimestre del 2019 ed il II trimestre del 2019 il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 90 fino ad un valore pari a 91,3 ovvero pari ad una variazione di 1,3 unità. Nel passaggio tra il II trimestre del 2019 ed  il III trimestre del 2019 il valore delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 91,3 fino ad un valore pari a 84,5 unità ovvero pari ad un valore di -6,8 unità. Nel passaggio tra il III trimestre del 2019 ed il IV trimestre del 2019 il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 84,5 unità fino ad un valore pari a 102,7 unità ovvero pari ad una variazione di 18,2 unità. Nel passaggio tra il IV trimestre del 2019 ed il I trimestre del 2020 il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 102,7 unità fino ad un ammontare pari a 77,8 unità ovvero pari ad una variazione di -24,9 unità. Nel passaggio tra il I trimestre del 2020 ed il II trimestre del 2020 il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 77,8 unità fino ad un valore pari a 70,2 unità ovvero pari ad una variazione di -7,6 unità. Nel passaggio tra il II trimestre del 2020 ed il III trimestre del 2020 il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è passato da un ammontare pari a 70,2 unità fino ad un valore pari a 79,6 unità ovvero pari ad una crescita di 9,4 unità. Nel passaggio tra il IV 2018 ed il III 2020 il valore dell’indice delle vendite al di fuori dei negozi è diminuito di un ammontare pari a -23,8 unità ovvero pari ad una variazione media per trimestre pari a -3,4.

Conclusioni. I dati mostrano la crisi prodotta dal Covid durante il 2020. Tuttavia con riferimento alle piccole superfici ed alle vendite al di fuori dei negozi i dati mostrano una crisi precedente iniziata nel 2019 e che è stata ulteriormente aggravata dal Covid creando una vera e nella decurtazione delle vendite in un ammontare medio per trimestre compreso tra il -2,3 delle piccole superfici ed il -3,4 delle vendite al di fuori dei negozi.

 

La Riduzione dei Consumi non Alimentari degli Italiani

 

-13,1 tra il IV trimestre del 2019 ed il I trimestre del 2020

 

L’Istat ha pubblicato i dati relativi ai consumi degli italiani. I dati sono rappresentati come numeri indice. Il numero indice è posto uguale a 100 nel 2015. Le variazioni rispetto al numero indice manifestano l’andamento della variabile nel periodo considerato. L’Istat riporta i dati su base trimestrale e mensile. Per motivazioni di spazio vengono analizzate le variazioni trimestrale. Le variazioni trimestrali sono analizzate dal IV trimestre del 2018 fino al III trimestre del 2020. Gli italiani hanno aumentato i consumi alimentari e diminuiti i consumi non alimentari. L’aumento dei consumi alimentari è ridotto rispetto alla diminuzione dei consumi non alimentari.

I consumi alimentari. Nel IV trimestre del 2018 l’indice dei consumi alimentari è stato pari a 103,00. Tra il IV trimestre del 2018 ed il I trimestre del 2019 il valore dell’indice dei consumi alimentari è diminuito da un ammontare pari a 103,00 fino ad un ammontare pari a 102,4 ovvero pari ad una riduzione di -0,6 unità. Nel passaggio tra il I trimestre del 2019 ed il II trimestre del 2019 il valore dell’indice alimentare è passato da un ammontare pari a 103,4 fino ad un ammontare pari a 104,4 unità ovvero pari ad una variazione di 1,00 unità. Tra il III trimestre del 2019 ed il IV trimestre del 2019 il valore della spesa alimentare è passato da un ammontare pari a 104,4 fino ad un ammontare pari a 104,2 con una riduzione di 0,2 unità. Tra il IV trimestre del 2019 ed il I trimestre del 2020 il valore della spesa alimentare è passato da un ammontare pari a 104,2 fino ad un ammontare pari a 106,8 ovvero una variazione pari a 2,6 unità. Nel passaggio tra il I trimestre del 2020 ed il II trimestre del 2020 il valore dell’indice delle spese alimentari è passato da un ammontare pari a 106,8 fino ad un valore pari a 106,6 ovvero pari ad una variazione di -0,2 unità. Tra il II trimestre del 2020 ed il III trimestre del 2020 il valore dell’indice delle spese alimentari è diminuito da un ammontare pari a 106,6 fino ad un valore pari a 106,00 unità pari ad un ammontare di -0,6 unità. Nel periodo tra il 2018 ed il 2020 il valore dell’indice delle spese alimentari è cresciuto di un ammontare pari a 3,00 unità. In media nel 2019 il valore delle spese alimentari è cresciuto di un valore pari a 0,3 mentre nel 2020 è cresciuto di 0,6.

Figura 1. Andamento dell’indice delle spese alimentari, delle spese non alimentari e dell’indice totale. Fonte: Istat.

I consumi non alimentari. Il valore dell’indice dei consumi non alimentari è stato pari ad un ammontare di 100,7 unità. Nel passaggio tra il 2018 ed il 2019 il valore dell’indice dei consumi non alimentari è aumentato da un ammontare pari a 100,7 fino ad un ammontare pari a 100,8 ovvero pari ad una variazione di 0,1 unità. Nel passaggio tra I trimestre del 2018 ed il II trimestre del 2018 il valore dell’indice non alimentare è passato da un ammontare pari a 100,8 fino ad un valore pari a 101,2 ovvero una variazione pari a 0,4. Tra il II trimestre del 2019 ed il III trimestre del 2019 il valore dell’indice dei consumi non alimentari è rimasto costante.  Tra il III trimestre del 2019 ed il IV trimestre del 2019 il valore dell’indice dei consumi non alimentari è diminuito di 0,1 unità. Tra il IV trimestre del 2020 ed il I trimestre del 2020 il valore dell’indice dei consumi non alimentari è diminuito dal 101,3 fino ad un valore pari a 88,2 ovvero una variazione pari ad un ammontare di -13,1. Nel passaggio tra il I trimestre del 2020 ed il II trimestre del 2020 il valore dell’indice dei consumi non alimentari è diminuito da un ammontare pari a 88,2 fino ad un ammontare pari a 75,2 ovvero una variazione pari a -12,6 unità. Tra il II trimestre del 2020 ed il III trimestre del 2020 il valore dell’indice dei consumi non alimentari è cresciuto da un valore pari a 75,6 fino ad un valore pari a 97,4 ovvero di un ammontare pari a 97,4 unità equivalente ad un ammontare di 21,8 unità. Tra il 2018 ed il 2010 il valore dell’indice delle spese non alimentari è diminuito di un valore pari a -3,3 unità con una variazione diminutiva per trimestre pari a 0,5 in media.

Figura 2. Indice dei consumi alimentari e non alimentari. Variazioni trimestrali. Fonte: Istat.

 

Totale. L’indice dei consumi totali è diminuito tra il IV trimestre del 2018 ed il III trimestre del 2020. Nel IV trimestre del 2018 il valore totale dell’indice è stato pari ad un ammontare di 101,7 unità. Tra il IV trimestre del 2018 ed il I trimestre del 2019 il valore dell’indice è passato da un ammontare pari a 101,7 fino ad un ammontare pari a 101,5 unità ovvero pari ad una variazione di -0,2 unità. Tra il I trimestre del 2019 ed  il II trimestre del 2019 il valore dell’indice totale è cresciuto da un ammontare pari a 101,5 fino ad un valore pari a 102,1 ovvero pari ad una variazione di 0,6 unità. Tra il II trimestre del 2019 ed il III trimestre del 2019 il valore del totale della variazione è dell’indice considerato è cresciuto da un ammontare pari a 102,1 unità fino ad un valore pari a 102,6 unità ovvero pari ad un valore di 0,5 unità. Nel passaggio tra il III trimestre del 2019 ed il IV trimestre del 2019 il valore dell’indice è cresciuto da un ammontare pari a 102,6 fino ad un valore pari a 102,5 ovvero pari ad una variazione di -0,1 unità. Tra il IV trimestre del 2019 ed il I trimestre del 2020 il valore dell’indice totale è diminuito da un ammontare pari a 102,5 fino ad un valore pari a 96,00 unità ovvero pari ad una variazione di -6,5 unità. Tra il I trimestre del 2020 ed il II trimestre del 2020 il valore dell’indice totale è diminuito da un ammontare pari a 102,5 fino ad un valore pari a 96 unità ovvero pari ad un ammontare di -6,5%. Nel passaggio tra il I trimestre del 2020 ed il II trimestre del 2020 il valore dell’indicatore è diminuito da un valore pari a 96 unità fino ad un valore pari a 88,7 unità ovvero pari ad un valore di -7,3 unità. Nel passaggio tra il II trimestre del 2020 ed il III trimestre del 2020 il valore dell’indice totale dei consumi è aumentato da un valore pari a 88,7 unità fino ad un valore pari a 101,00 ovvero un aumento del 12,4. Complessivamente il valore è diminuito di un ammontare pari a -0,1 unità in media e pari a -0,7 tra il IV trimestre del 2018 ed il III trimestre del 2020.

Conclusioni. La riduzione dei consumi non alimentari è stata manifesta nel primo trimestre del 2020 in connessione con la prima ondata del Covid. E’ probabile che ulteriori flessioni decrescenti vengano ad essere manifeste nell’ultimo trimestre del 2020.