Il consumo di energia rinnovabile in Europa

In conclusione occorre considerare che molti paesi UE al 2017 avevano raggiunto gli obbiettivi dell’UE previsti nel 2020. Tra questi paesi vi sono l’Ungheria, la Romania, l’Italia, la Repubblica Ceca, la Bulgaria, la Lituania, la Finlandia, l’Estonia, la Svezia, la Danimarca, la Croazia, la Macedonia del Nord, l’Islanda e la Norvegia. Tuttavia vi sono anche molti paesi che al 2017 risultavano essere molto indietro rispetto agli obbiettivi UE ovvero l’Olanda con uno scostamento di -7,4, la Francia con -6,7, l’Irlanda con -5,35, il Regno Unito con -4,79, il Lussemburgo con -4,62 e la Polonia con -4,1. Occorre riflettere anche sulle motivazioni che possono comportare il mancato avvicinamento agli obbiettivi UE e tra questi certamente va considerato che molti dei paesi citati, ovvero l’Olanda, la Francia e il Regno Unito hanno degli interessi molto significativi nel settore degli idrocarburi e potrebbero essere abbastanza resistenti nel cambiamento del modello di approvvigionamento energetico della popolazione. Tuttavia poiché la domanda di idrocarburi tende a crescere a livello globale, come conseguenza del processo della globalizzazione e dell’industrializzazione dei paesi asiatici, è assai probabile che quegli stessi paesi realizzino una duplice politica caratterizzata da un orientamento green in patria e da un orientamento greed ovvero orientato ai profitti all’estero.

Certamente la questione ambientale appare come una delle questioni centrali nell’interno delle politiche economiche dei governi. La risoluzione della questione ambientale è tecnologicamente possibile. Tuttavia esistono delle resistenze, dovute agli interessi delle corporations, che sono difficili da eliminare e che del resto non potrebbero essere neanche compensati con interventi governativi vista la condizione della finanza pubblica di molti stati europei.

Ne deriva, che l’ambientalismo può essere davvero uno di quei temi intorno ai quali si può costruire una idea di Europa che possa essere vicina ai cittadini, agli interessi della popolazione e svolgere quel ruolo di mediazione politica e istituzionale tra mercato e bene comune che gli stati hanno dismesso e della quale purtuttavia le nazioni europee sentono il bisogno. E del resto la questione ambientale può anche offrire lo scenario per una Europa che sia in grado di affrontare le questioni epocali, quelle questioni che i singoli stai non riescono più ad affrontare e che invece nella civilizzazione europea possono trovare tutela e rappresentanza.

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